La città di Schio

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Comune del Veneto in provincia di Vicenza, situato a circa 200 metri d’altitudine, attraversato dal torrente Leogra, in parte su lievi alture digradanti dai monti; 66,14 km²; 39.000 abitanti circa, chiamati Scledensi.

Era uno dei maggiori centri italiani dell’industria della lana (dal XIV° sec.), alla quale si affiancano ora altre attività nel campo alimentare, della meccanica, poligrafica. Fiorente l’artigianato.

Inglobati nel nucleo urbano si trovano i “grumi dei Frati”, singolare parco cittadino ricco di doline carsiche. La città consta di una parte relativamente antica e oggi assai trasformata, intorno al colle del castello, e di ampi quartieri operai (Quartiere Nuovo), che risalgono in parte al piano regolatore del 1872 di A. Negrin, che realizzò a Schio uno dei primi esempi di città-giardino.

Il Duomo risale ai secc. XVIII° -XIX°; da visitare la chiesa gotica di San Francesco, iniziata nel XV sec. e successivamente ampliata, con interessanti opere d’arte (Pala del Verla); ed il chiostro-ossario della Santissima Trinità, costruito nel 1930 che accoglie caduti della prima e seconda guerra mondiale.

Dal punto di vista storico, si ha notizia di una Stazione militare in epoca romana, citata in documenti della fine del X°sec., ebbe come primi feudatari i Maltraversi di Vicenza che dovettero cederla momentaneamente (1240) a Ezzelino (III) da Romano e poi definitivamente agli Scaligeri all’inizio del XIV°secolo.
In seguito se ne impossessò Gian Galeazzo Visconti che la vendette alla repubblica di Venezia nel 1406.

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